INCHIOSTRO D'AUTORE 2011

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DYLAN DOG dal Fumetto al Cinema: incontro con Giovanni Freghieri



E' notte. Savona dorme. Ma qualcuno si aggira per la città, alla guida di un maggiolone. Riusciamo a intravedere la targa DYD666 e dal finestrino il viso e la camicia, inconfondibilmente rossa.Dylan Dog è uscito dalle pagine di uno dei fumetti più amati in Italia e ha fatto tappa nella nostra città. Forse per prendersi una vacanza, forse per dare la caccia ai nostri incubi quotidiani.Una mostra su Dylan Dog vuole essere innanzitutto una dichiarazione d'amore per un fenomeno editoriale che, partito in sordina nell'ottobre del 1986, è diventato fenomeno collettivo e di costume, conquistando adolescenti e adulti, intellettuali e registi. Conquistando ovviamente anche noi, accaniti fan del detective più decadente della storia del fumetto italiano. L'evento Inchiostro d'Autore vuole inoltre essere un omaggio a uno dei più importanti disegnatori dell'indagatore dell'incubo: Giovanni Freghieri e occasione d'incontro con lui.Riservato e sensibile, legato alla sua Piacenza in cui abita da quando è nato, Freghieri è uno dei marchi di qualità dell'albo Bonelli.Il suo campanello non strilla come quello di Craven Road 7 a Londra e non viene ad aprirci alla porta il baffuto Groucho con uno dei soliti doppi sensi, ma in casa Freghieri l'atmosfera è quella di un luogo d'arte. Tutto sa di inchiostro, carta, colore.

Nato dalla fantasia onirica di Tiziano Sclavi, Dylan Dog vive un'esistenza che va oltre il fumetto e come in un gioco di scatole cinesi, sfogliando le pagine, abbiamo in questi anni scoperto dimensioni narrative, cinematografiche, richiami all'iconografia medievale e al pittore Hieronymus Bosch, al regista Ingmar Bergman e all'antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, a Pirandello e ai romanzi gotici e medievali, in un gioco di citazioni infinite.  Diversi livelli di scrittura e lettura rendono Dylan Dog una creazione sofisticata e nello stesso tempo popolare.

Eroe malinconico e sensibile Dylan racconta, dagli anni Ottanta a oggi, orrori della mente, ma soprattutto della nostra banalità quotidiana: aids, omosessualità, droga, razzismo, alcol sono alcuni dei temi scottanti affrontati dalle brillanti sceneggiature;  unendo letteratura alta e popolare, thriller e suggestioni d'oltretomba, il tutto è farcito da un'ironia che riesce a sdrammatizzare l'indicibile.Dylan Dog con la sua Weltanschauung da anti-eroe post-moderno, con la sua giacca dark, la camicia rossa, le clarks ai piedi e il volto dell'attore Rupert Everett, conquista da più di vent'anni lettori italiani e non solo. Perché dunque Inchiostro d'Autore? Perché attraverso carta e china Savona cominci un viaggio in cui incontrare il fumetto che è storia, attualità, cultura, arte, segno, testo sincretico da sviscerare nei diversi livelli e codici. La definizione più bella e azzeccata a nostro avviso è quella di un grande autore di fumetti, Hugo Pratt, che li definisce "letteratura disegnata".

Per un giorno dunque Savona ospiterà Giovanni Freghieri che per l'occasione ha realizzato un'illustrazione originale dove un Dylan combatte i soliti mostri, licantropi e zombi all'ombra della nostra Torretta, simbolo di Savona. Inoltre una cinquantina di tavole originali saranno esposte nell'atrio del Comune e presso la libreria Ubik a disposizione della curiosità degli appassionati “fumettari” e dei curiosi.

Insomma, non potevamo che iniziare il nostro viaggio da qui e noi come il filosofo Umberto Eco che passerebbe la vita a leggere la Bibbia, Omero e Dylan Dog, nell'ipotesi di finire in un'isola deserta e dover scegliere quale libro portare non esiteremmo: tutta la collezione dell'indagatore dell'incubo.

Sonia Cosco

Il Dylan che c'è nel cinema. Il cinema che c'è in Dylan



Dylan Dog è un attore travestito da indagatore dell'incubo. E viceversa.Il Cinema accompagna sin dalle origini il nostro Fumetto su diversi livelli.Due attori hanno prestato il loro volto a Dylan e Groucho, rispettivamente Rupert Everett e il mitico comico Groucho Marx; a partire dal primo albo (L'alba dei morti viventi) le atmosfere e le suggestioni delle storie di Tiziano Sclavi prima e degli altri sceneggiatori poi, sono imbevute dell' horror anni '70 e '80, delle pellicole di Dario Argento, Mario Bava, George A. Romero, J.Carpenter, Wes Craven (non a caso l’ indirizzo di Dylan Dog è Craven Road 7). E quante pillole tratte dal cinema di autore sfogliando gli albi, da Ingmar Bergman ad Alfred Hitchcock, spaziando dal Settimo Sigillo a Psycho.

Era inevitabile la trasposizione da un genere all'altro e così arriviamo finalmente al 1994 la pellicola cult diretta da Michele Soavi Dellamorte Dellamore, film tratto da un romanzo di Tiziano Sclavi, in cui un giovane Rupert Everett interpreta il guardiano di un cimitero che non è Dylan ma ha tutte le caratteristiche per suggerirlo. Il film rimane fino a oggi il risultato cinematografico più apprezzato tra i fan e farà la sua comparsa nello speciale numero 3 Orrore Nero con un crossover tra Francesco Dellamorte e Dylan Dog.Bisogna aspettare il 2010 per tornare a parlare di un film sul fumetto della Bonelli e a marzo 2011 è uscito nelle sale italiane Dead of Night,  il film dell' americano Kevin Munroe ispirato al nostro Indagatore dell'Incubo che però ha lasciato spiazzati i fan per il pacchetto decisamente molto blockbuster dell'immagine e della storia. Azione e fantasy hanno sostituito le atmosfere oniriche, plumbee e filosofiche alle quali siamo affezionati.Dylan, ribadiamo, ha una forte componente cinematografica: poche voci fuori campo, didascalie brevi, inquadrature secche, battute immediate, flusso narrativo sincopato.

In fondo possiamo guardare al fumetto come a una forma d'arte a metà tra letteratura e cinema.Il punto di partenza è lo stesso, lo storyboard, e anche l'obiettivo: narrare storie attraverso immagini.Identici sono anche i protagonisti sul “set”: dietro la telecamera ci sono due registi (lo sceneggiatore e il disegnatore) che attraverso le inquadrature scandiscono il tempo e fanno un'operazione di “montaggio”, davanti la telecamera ci sono gli attori (Dylan, Groucho, Bloch), i dialoghi (racchiusi nei balloon).Nei fumetti come Dylan Dog sono possibili piccoli miracoli, perché quando il nostro indagatore suona il clarinetto accanto alla sua inconfondibile scrivania e al galeone costruito solo a metà, la sonata del Trillo del Diavolo di Tartini non rimane solo elemento visivo ma entra nella nostra mente e si trasforma in colonna sonora, proprio come in un film intenso e coinvolgente.

I termini “campo lungo”, “primo piano”, “piano americano” valgono sia per il cinema sia per il fumetto come dimostra, all'interno della mostra Inchiostro d'Autore, l'esposizione di una sceneggiatura originale scritta da Bruna Enna e illustrata dal nostro Giovanni Freghieri nell'albo “Il guardiano del faro”. È affascinante, per noi profani di quest'arte, scoprire il passaggio dal codice-parola al codice-disegno e soprattutto scoprire come Freghieri sia riuscito a rendere le atmosfere, il ritmo, il senso della storia mantenendosi fedele al testo e nello stesso tempo riuscendo a trasmettere la sua personalità e la sua emotività. Le parole dello sceneggiatore attraversano lo specchio dell'illustratore da cui si riflette una proiezione rispettosa e nello stesso tempo originale della storia.

 

Enrico Bonino & Stefano De Felici

 

 

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